giovedì 29 marzo 2012

La mia prima seconda volta

Sono passati 3 anni dall'ultima volta che ho scritto nel mio vecchio blog di splinder. Ricordo bene che era il 5 aprile del 2009, e il mio ultimo post era un memorial per l'anniversario della morte di Kurt Cobain, il mio mito in assoluto della musica. Dopodichè, non ho più scritto nulla in quel blog, vuoi perchè non avevo voglia, vuoi perchè forse era finito il tempo con il vecchio blog. In quel tempo (aprile 2009 ) ero da quasi due mesi tornato da Bologna.
Dopo 3 anni e mezzo passati in Emilia, sono dovuto tornare in Sicilia, a casa. La crisi mondiale aveva colpito anche me, un precario in cerca di un contratto indeterminato in Italia, in poche parole, scalare l'Everest.
Niente da fare, nessuno mi ha voluto o forse mi hanno preso per il sedere, solo che io non me ne sono reso conto, perchè continuo a pensare che è il mondo che fa schifo e non le persone. Sono un fottuto ottimista.
Sta di fatto che tornai a casa, con la coda tra le gambe, la mia FIAT Punto strapiena di tutta la mia roba. 3 anni e mezzo in una città non sono passati in osservati. Magliette, regali, accessori, fotografie, e tutto quello che uno potrebbe portare. A dire il vero mi sembrava pure poco, anzi nulla, come bagaglio personale. Ma vabbè.

Sono stato 3 mesi a cercare un lavoro qualsiasi in Sicilia, ma nulla. l'1 maggio 2009, ero a casa. Disperato, con pochi soldi, e costretto a vivere una vita che forse non volevo, anche se il tornare a casa per un pò, mi ha fatto bene e ci sono stato alla grande. Il pranzo con i genitori, rivedere gli amici del bar, Stefano, Ivan, Claudio e Marco, e le loro rispettive fidanzate. Uscite la sera, qualche drink da qualche parte, respirare un pò di aria di casa. Mi ha fatto bene, mi ha fatto capire che Lentini sarà un posto di merda, ma alla fine non lo odiavo più, e non si merita neanche di odiarlo, ma solo di sopportarlo, così com'è. Un pò come una persona a cui vuoi bene, ma che non riesci a cambiare.
Sta di fatto che il giorno successivo, il 2 maggio, mi vidi accreditati i soldi della disoccupazione: li per li non ci pensai due volte. Vidi Stefano, gli dissi che tra 2 settimane partivo, e ancora non avevo prenotato il biglietto. Londra.

Londra la vedevo come la mia ultima spiaggia, anche se a 25 anni parlare di ultima spiaggia sembra un pò troppo, ma per me lo era. Inanzitutto volevo dimostrare a tutti che potevo e che sarei riuscito a trovare lavoro a Londra, e che sarei riuscito a vivere li. L'inizio non fu proprio dei migliori. Sull'areo che da Catania mi portava nell'anglo-capitale, conobbi una donna di quasi 40'tanni con un bambino di qualche mese in braccio, suo figlio. Mi disse che era da 10 anni che viveva a Londra, che faceva la massagiatrice e mi spiegò che in questo momento a Londra non si trovava nessun lavoro, nessuno, neanche il lavapiatti pagato a 2 pound l'ora. Io che già stavo partendo con molta paura, devo dire che questa donna non mi mise proprio il coraggio del guerriero addosso anzi, molta ansia e paura appunto. E dire che 10 minuti prima stavo conversando con i due signori inglesi seduti accanto a me. Conversando è un pò troppo, però mi incoraggiarono dicendo che il mio inglese " is very good!".
Appena arrivato a Londra, mi accorsi inanzitutto che faceva un caldo bestiale, per il mese di maggio, e che sopratutto la Tube il week end era un casino !! Tutte le linee principali sono quasi chiuse, non tutte, ma alcuni tratti, ed io che avevo l'ostello a New Cross, era un dramma andarci. Dovetti andare da Victoria Station fino a Bank, e da li prendere la DLR fino a Lewisham. Presi un Cab e mi trovai al New Cross Hostel.

Dopo aver superato le questione pratiche, mi accorsi che avevo perso la chiave per aprire il lucchetto della valigia !! Dovetti segare il lucchetto con un coltello. Dopo che mi docciai e mi rilassai un pò, andai in giro. Il mio obbiettivo era andare a London Bridge. Prima avevo comprato una sim inglese della Nomi Mobile. Non c'era nessun credito dentro e allora andavo in tutti gli Off license che trovavo in strada per cercare di caricare la scheda. Appunto, cercare di caricare. Perchè è stato un dramma. Io che non sapevo come dire "Ricarica" in inglese, loro che non capivano o che non volevano capire cosa dicesse questo italiano appena arrivato in suolo inglese: eppura non era difficile, " Sorry, i'm italian, i don't know how to say in english, but i wanna put some money in the sim, do you understand? ", uhmm be si, forse non avevano capito.

Mi trovai a London Bridge quasi al tramonto. Era vuoto, Vuoto !! Un'altra cosa che ho imparato è che il week end nella zona della City, non c'è niente, tutto chiuso ristoranti e pub compresi. Cercai ancora di provare a farmi capire ma nulla. Mi trovavo sul ponte, quasi con le lacrime a gli occhi e pensai " Ma che cazzo ci faccio qui??? Gli amici sono al chiosco a bere una birra ed io sono qui da solo !! "
Confesso che ero quasi alle lacrime. Sta di fatto che il destino beffardo e a volte volenteroso, mi diede la brillante idea di mettere la mano nella mia giacca primaverile e da li farmi toccare il libretto di istruzioni della scheda. Qui vidi la scritta HOW TOP UP, e li che mi si illuminò sul London Bridge, la lampadina stile Archimede dei fumetti di Topolino. " Vuoi vedere che Top Up vuol dire ricarica ?? " pensai. Fu così !!!
5 Pound di ricarica, e finalmente potei chiamare Giorgia, una ragazza che conobbi su internet, e i miei giù in Sicilia.
Top Up, ricarica, è stata la prima parola che ho imparato in suolo inglese. Non la scorderò mai, la mia prima parola imparata qui.
E da li iniziò la mia avvenutra a Londra, con una ricarica telefonica.

Dario B.

Nessun commento:

Posta un commento